CICLO DI "THE RUNELORDS"

di

DAVID FARLAND

Ciclo di "The Runelords":

1- The Runelords (pubblicato in Italia da Armenia con il titolo "Il Signore delle Anime");

2- Brotherhood of the Wolf;

3- Wizarbon;

4- The Lair of Bones.

 

Recensione

Nel mondo della letteratura di genere, al giorno d'oggi, è assai difficile che un autore riesca a percorrere strade sconosciute, innovative ma al contempo pienamente rientranti nei canoni del genere. E ciò è particolarmente vero nel campo della fantasy, genere che più di ogni altro è contraddistinto da un certo conformismo che spesso sfocia nella più completa mancanza di originalità. A memoria, negli ultimi 20 anni gli unici autori che hanno saputo, in un qualche modo, innovare il genere sono stati Robert Jordan e, forse, George Martin. A tali nomi prestigiosi, in tempi più recenti, si possono a buon titolo aggiungere quelli di David Farland e di Steven Erikson.

Il ciclo di Farland (pseudonimo di Dave Wolverton, autore già conosciuto anche in Italia per romanzi della serie di Star Wars) è iniziato nel 1998 con la pubblicazione di "The Runelords" ed è poi proseguito con altri tre romanzi che portano a compimento le vicende di Gaborn Val Orden, principe ereditario del regno di Mystarria.

Il mondo di Farland non è un mondo facile in cui vivere per le persone comuni; grazie alla magia i sovrani riescono infatti a impadronirsi di alcune caratteristiche vitali dei sudditi. Per esempio, il sovrano può "rubare" a un suddito la vista, migliorando con ciò la propria capacità visiva ma lasciando cieco quest'ultimo. E lo stesso può accadere con l'energia vitale, la forza, la memoria, l'udito, la voce, la bellezza, l'agilità, e così via. Alcuni sovrani, potremmo dire "illuminati", diventano dei superuomini utilizzando unicamente sudditi consenzienti che in cambio di ciò che donano ottengono protezione per tutto il resto della vita. Altri sovrani ricorrono invece alla forza per ottenere dai loro sudditi ciò che vogliono.

All'inizio della vicenda narrata da Farland, i regni del nord (tra cui quello del principe Gaborn) sono minacciati dal dispotico Raj Athen, Re del regno meridionale di Indhopal. Quest'ultimo grazie a migliaia e migliaia di potenziamenti è diventato tanto potente da essere quasi innarestabile.

Gaborn viene allora scelto dal  potere elementare della Terra per proteggere la razza umana e impedire che questa si estingua. Il pericolo, come detto, sembra essere rappresentato da Raj Athen, ma presto si scopre che che questo non è che un elemento di fastidio. Il vero pericolo è infatti rappresentato dai Reavers, esseri alieni che vivono nel sottosuolo, completamente differenti da ogni altra forma di vita, simili a grossi elefanti ma dotati di intelligenza e di magia. I Reavers sono caratterizzati da una biologia non compatibile con la vita in superficie; il loro scopo è dunque quello di modificare in modo drastico le caratteristiche naturali dell'ambiente, ma così facendo la razza umana sarebbe destinata a scomparire.

L'invenzione dei Reavers è sicuramente ogni degli aspetti di forza del ciclo. Non abbiamo infatti esseri diversi dall'uomo ma in qualche modo a loro simili nella forma fisica o nell'intelligenza (si pensi ai draghi che, in molti cicli di fantasy, hanno una personalità non dissimile a quella degli uomini), qui abbiamo una razza alienza incomprensibile, assolutamente incompatibile con l'uomo, una razza con cui non è possibile alcuna forma di comunicazione. L'unico esempio di qualcosa di simile che mi viene alla mente, sono gli Chtorr, gli alieni simili a giganteschi vermi intelligenti creati da David Gerrold nel suo celebre ciclo di fantascienza.

Farland, dunque, riesce in un solo ciclo a introdurre due concetti assolutamente innovativi per la fantasy: la magia dei potenziamenti (endowments) e i Reavers. A questi l'autore americano, abbina una magia di forze elementari (terra, fuoco, vento, acqua) assai classica ma al contempo assai affascinante e riuscita, con divinità rigorose, quasi crudeli, lontane e indifferenti all'uomo come essere singolo. Sotto tale profilo, particolarmente riuscita è la figura di Binnersman, un guardiano della Terra che farà da mentore a Gaborn.

Il libro comunque, oltre a questa solida e originale costruzione dell'universo di sottofondo, è caratterizzato da personaggi interessanti e da tanta azione. Nel complesso, dunque, il ciclo di "The Runelords" è uno dei migliori prodotti dalla fantasy americana negli ultimi anni. E' dunque un peccato che Armenia dopo aver pubblicato in Italia il primo libro (con un'orrida copertina che, probabilmente, avrà allontanato molti dei potenziali lettori) abbia (apparentemente) deciso di non continuare nella pubblicazione dei successivi romanzi. In America, comunque, sta per essere prodotto un film ad alto budget basato su questo ciclo; è quindi probabile che i romanzi di Farland verranno presto proposti anche da noi.

Rimane da fare un'ultima considerazione. Farland ha più volte dichiarato che gli eventi narrati in questo ciclo gli servivano come punto di partenza per la narrazione della "vera storia" che ha in mente da molti anni e la cui pubblicazione dovrebbe iniziare (negli Stati Uniti) prima della fine del 2006. L'universo da lui creato è così ricco da poter ben ospirare almeno un'altra serie, e io sono già in trepidante attesa di vedere cos'altro potrà inventare questo straordinario autore.

 

 

Voto: 10/10